Maurizo Gasco e Luca Risso con una delle prime Clayver Luna

Certificazione UVaMOX

Clayver è il primo produttore di contenitori in ceramica a collaborare con il rinomato laboratorio UVaMOX, che ha certificato il TOIR (Tasso di Ingresso Totale di Ossigeno) dei nostri contenitori. Numerosi studi e analisi hanno confermato i tassi di MOX, come questo articolo.

I risultati mostrano che i contenitori Clayver permettono una micro-ossigenazione più delicata rispetto alle anfore in terracotta e una micro-ossigenazione più lineare rispetto alle barriques, prevenendo al contempo il trasferimento di sapori, composti indesiderati e la perdita di vino.

La micro-ossigenazione in mg/l/anno dei contenitori non si deteriora nel tempo: la struttura altamente resistente della ceramica rimane invariata. Clayver offre una soluzione stabile e riproducibile.

L’ossigeno può essere trasferito nel vino in diversi modi, ma quello più interessante è attraverso le pareti del contenitore per il vino. La micro-ossigenazione (MOX), introdotta negli anni ’90 da Patrick Ducournau, è ora uno strumento prezioso nell’enologia moderna e un processo fondamentale nell’invecchiamento e nella fermentazione del vino.

Un apporto controllato di ossigeno consente di:

• Stabilizzare il colore promuovendo il legame tra antociani e tannini
• Ammorbidire i tannini facilitando la loro polimerizzazione, riducendo così l’astringenza
• Ridurre gli aromi solforosi indesiderati e migliorare l’espressione aromatica
• Raffinare la struttura e l’equilibrio del vino, guidandone l’evoluzione
• Rafforzare la vitalità dei lieviti, prevenendo le interruzioni della fermentazione e stabilizzando la fermentazione malolattica

Per ottenere questo, è ideale:

• Comprendere e controllare il trasferimento di ossigeno
• Fornire un apporto di ossigeno delicato e continuo
• Evitare sapori indesiderati causati dal contenitore
• Prevenire la contaminazione microbica
• Utilizzare un contenitore durevole
• Prevenire la perdita di vino

Clayver e la sua ricerca sulla MOX: Storia, Risultati e Certificazione UVaMOX

L’invenzione di Clayver nasce da un lungo periodo di ricerca e sperimentazione prima del suo lancio commerciale nel 2014. Dopo prove tecniche e una riflessione approfondita, il grès brevettato Clayver è emerso come la soluzione ideale, rispondendo a tutti i criteri chiave. Tuttavia, la sua produzione ha richiesto un approccio innovativo per controllare con precisione la sua porosità e garantire la compatibilità con i processi industriali.

Una tecnologia esclusiva sviluppata

Per un tasso di MOX controllato che consenta all’ossigeno di passare senza però causare perdite di vino, è stato essenziale trovare il giusto equilibrio tra spessore, densità e cottura del materiale. Questo ha portato allo sviluppo di una tecnologia che combina precisione, affidabilità e alte performance, con il risultato di contenitori ottimizzati per la fermentazione e l’invecchiamento del vino.

Una ossigenazione delicata

Il contenitore respira moderatamente, senza eccessi, per preservare al meglio il vino. La micro-ossigenazione è regolare, delicata e costante.

Confronto:
Barile nuovo = 20 a 40 mg/L/anno
Barile 1-2 vini = 15 a 25 mg/L/anno
Barile 3-4 vini = 10 a 15 mg/L/anno
Luna 250L O+ = 12 mg/L/anno
Galatea 850L O = 1,8 mg/L/anno

Le diverse micro-ossigenazioni di Clayver

Richiedere conoscenza e maestria della MOX: l’influenza delle dimensioni del contenitore Clayver

Più il contenitore è piccolo, maggiore è il rapporto superficie/volume, influenzando il tasso di ossigenazione. Ad esempio:
Luna 250l O = 4 mg/l/anno
Galatea 850l O = 1,8 mg/l/anno

O e O+: Avere la scelta tra due tassi di ossigenazione

Per ogni capacità, Clayver offre due tipi di flusso di ossigeno per adattarsi al meglio a ogni vino, grazie alle diverse temperature di cottura del contenitore.

Per esempio:
La Luna 250L ha due opzioni di MOX:
• O = 4mg/l/anno
• O+ = 12mg/l/anno

Smaltatura = Zero Ossigeno

Il vaso Clayver può essere smaltato, il che significa che la sua superficie è vetrificata. Questo processo elimina completamente la sua porosità, impedendo qualsiasi scambio di ossigeno. Il contenitore opaco evita qualsiasi sapore di luce e offre un isolamento termico. Una scelta ideale per i vini da invecchiamento e da riserva, in cui si desidera preservare l’integrità aromatica mantenendo purezza e freschezza, limitando l’evoluzione prematura legata all’ossigeno.

Scegliere il contenitore giusto per il tuo vino: un approccio su misura

Spesso tendiamo a scegliere, per esempio:
Per un breve periodo di invecchiamento di un vino bordolese, si seleziona una micro-ossigenazione elevata (O+) per ammorbidire i tannini, rendendo il vino più rotondo e bilanciato. Per un vino bianco, si preferisce una micro-ossigenazione più bassa (O) per preservare il frutto e la freschezza. 

Con oltre 10 anni di esperienza con Clayver, sappiamo che la MOX ideale per un vino dipende da molti fattori:

• La varietà o le varietà di uva,
• La durata dell’invecchiamento,
• Il profilo aromatico desiderato,
• L’equilibrio tra freschezza e struttura,
• L’identità del tuo vigneto,
• Le caratteristiche del vigneto e del vino stesso,
• La dimensione e la forma del contenitore: il contatto con le fecce e l’effetto della massa,
• Il livello di riempimento,
• Le condizioni della cantina, umidità e temperatura, che influenzano l’evoluzione del vino.

Non esiste una soluzione universale: per questo motivo, vi guidiamo nella scelta del contenitore giusto. Ogni fattore deve essere preso in considerazione e ogni dettaglio è importante. Combinando innovazione tecnologica e competenza enologica, Clayver offre un’alternativa moderna ed efficiente ai metodi tradizionali di invecchiamento.

Ogni vino è unico: lavoriamo insieme per definire il miglior approccio per la vostra cantina!